Bitta - è il punto da cui tutti partono:
Uno scontrino
Campo di regata - è l’ambito in cui si muove il racconto:
In primavera
Tempo:
Partenza in data 27 Aprile, approdo in data 9 Maggio.
24 ore di scrittura e 24 ore per mettere la propria boa, in ordine di iscrizione.
Mezzo:
Parole scritte. 490 battute per manche settimanali.
Boe – sono elementi da includere nel racconto
AUTORE: Ali
AUTORE: Anna
AUTORE: Donut
AUTORE: Fiorenzo
AUTORE: Fosca
AUTORE: Nina
Uno scontrino
“Ehi, attenta!” Mezz’ora prima del colloquio più importante della mia vita, una cretina mi vuota addosso il caffè. Pronto a picchiarla, credo, mi volto trovandomi i suoi occhi nei miei. E il suo profumo, poi. “Non è nulla”, mi sento dire. “Eri così elegante..” “Lo sono anche senza questa ridicola giacca!” la rassicuro. In effetti la camicia è perfetta. “Lasciatelo almeno offrire”, mi fa, ma io sono più veloce. Ora accenna a un sorriso. “Se vuoi ci vediamo più tardi”, butto lì. Non rifiuterà, è in debito con me. E infatti mi scrive numero e nome sullo scontrino. Il mio portafortuna.
Sbiadito, stropicciato dal tempo. Nulla ormai è riconducibile ad una data, un luogo. Eppure resta.
Era un giorno qualunque della primavera australe. Il ticchettio della pioggia rimbombava sulla fusoliera del bielica in attesa di sbarcare i passeggeri sulla pista di Puerto Mont. I pescherecci tracciavano scie nelle acque del fiordo che, in un esercizio di puntinismo, specchiavano il cielo plumbeo di quella parte di mondo. Non aveva portato molto con sé. La sua valigia conteneva un paio di maglioni di lana, al collo portava un inutile binocolo e in mano un volume di “Patagonia Express”. La tasca interna custodiva un vecchio scontrino a cui si aggrappavano tutte le sue speranze
Cammino lungo il torrente Colla tra i rovi e i piccoli spiazzi erbosi.
E’ primavera, di nuovo primavera e i colori e i tepori si impongono ora timidi e ora sfacciati.
Ora, il mio spirito o chissà chi mi dice di fermarmi.
… mi siedo per terra appoggiandomi ad una gaggia che si arrampica nel cielo e quieto lascio scorrere il tempo, lasciandomi condizionare e interrogare.
Affondo le mani nelle tasche e così facendo sento che nella sinistra ci deve essere un pezzo di carta stropicciato.
E’ lo scontrino di una panetteria di Limone.
Stamattina sono uscita di corsa, Lola dormiva ancora e ne ho approfittato per infilarmi in fretta e furia la sua giacca di jeans che mi piace tanto. Alla fermata del pullman, frugando nelle tasche, ho trovato due elastici, la tessera dei mezzi, un accendino e uno scontrino stropicciato del Todis. L’ho aperto, un po’ per noia, un po’ – lo ammetto – per farmi i fatti suoi. Ho riconosciuto subito, nell’elenco dei prodotti consueti, un insieme di ingredienti che mi ha fatto sorridere: mele renette, farina 00, zucchero, burro e uova. Forse Lola voleva farsi perdonare.
Mentre sta piegando la giacca di lino, quella per le occasioni eleganti, ne esce un foglietto stropicciato e lei lo guarda con curiosità: uno scontrino sbiadito, solo in parte leggibile, ma che colpisce la sua attenzione. La cifra scritta in fondo è impressionante: 1245 euro. Com’è possibile? Non ha mai visto uno scontrino di quel valore prima di quel momento. Che cosa significa? In che modo lui può avere speso tutti quei soldi? E dove li avrà presi? Il sospetto diventa potente e lei si sente d’un tratto calda e spossata.
Suggerimento di Fiorenzo: in arrivo...